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L’influenza nell'alimentazione della qualità biologica e biodinamica

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Relazione del Dott. Sergio Maria Francardo – Medico antroposofo
La salute del suolo è il fondamento di una medicina veramente preventiva.
Il suolo è un ambiente vivente. Quando è violentato, maltrattato da insetticidi, diserbanti, concimi chimici in quantità si ammala come qualsiasi essere vivente, le piante che porta si ammalano a loro volta, di conseguenza si ammalano gli animali che se ne nutrono, infine l’uomo che mangia piante e animali. Purtroppo suoli malati possono dare rese molto elevate.


Le piante così prodotte sono fisiologicamente squilibrate ma sono artificialmente tenute in vita grazie ai molteplici trattamenti chimici contro le malattie e i parassiti che dovrebbero normalmente distruggerle.
Tra le conseguenze osservabili della coltura su suoli malati vi è la degenerazione delle piante.
Gli agricoltori moderni non sono più in grado di produrre da sé le sementi di cui abbisognano perché le piante da essere derivate degenerano rapidamente. Al contrario suoli sani come quelli che sono il risultato di una corretta agricoltura biodinamica fondata da Rufolf Steiner negli anni venti, per rispondere alle richieste dei contadini preoccupati per l’impoverimento delle coltivazioni, permettono di riprodurre le piante indefinitamente, senza che si manifestino segni di degenerazione. L’organismo vegetale sottoposto ad abnormi condizioni sotto l’effetto dei sali chimici viene ad imbibirsi, entra in una condizione che noi medici diremmo edematosa per effetto della quale modifica il proprio comportamento biologico portando ad una mancata maturazione con aumento di volume, riduzione di consistenza e riduzione nella composizione strutturale che sono effetto della progressiva maturazione della pianta con difetto di maturazione delle proteine e alterazione della composizione in vitamine e oligoelementi.
Alla degenerazione delle piante fanno riscontro la malattia e la degenerazione degli animali e dell’uomo. Gli animali degli allevamenti industriali sono tenuti in vita solo grazie all’arsenale della farmacopea moderna: vaccinazioni, antibiotici, ormoni, ecc.
Gli animali delle aziende biodinamiche godono di buona salute e hanno bisogno del veterinario solo in casi particolari.
Quanto all’uomo è evidente che la sua salute è profondamente legata a quella degli esseri viventi di cui si nutre.
Ormai è ben noto il rapporto preciso tra alimentazione moderna e malattie degenerative, malattie appunto dette della civiltà. Ritengo utile però ricordare alcuni criteri di valutazione della qualità dell’alimentazione in relazione allo stato di salute.
Essi sono: lo stato della dentatura, l’attitudine delle donne all’allattamento e la fertilità maschile. Sulla degenerazione della dentatura in relazione al passaggio all’alimentazione moderna esistono prove evidenti come il fatto che non appena i popoli primitivi passano alla nostra nutrizione cominciano i segni di degenerazione come il restringimento della mascella che provoca accavallamento dei denti, deformazioni ossee, la diffusione della carie, ecc.
Il secondo aspetto che conferma la cattiva qualità della nostra alimentazione è la rapida scomparsa dell’allattamento materno nei paesi industrializzati. Cosa dobbiamo pensare
di una specie che non è più in grado di assicurare una funzione biologica fondamentale come l’allattamento materno?
Un fattore fondamentale è certamente l’alimentazione; benché i medici abbiano avuto tendenza a dimenticarlo gli allevatori sanno bene che la produzione di latte dipende dall’alimentazione.
Un terzo fattore è il crollo impressionante della fertilità maschile; pensate che uomini nati dopo il 1970 hanno un numero di spermatozoi del 25% inferiore agli uomini nati prima del 1959. Nel 1930 il 50% dei maschi aveva oltre 100 milioni di spermatozoi per millilitro; nel 1981 solo il 14%.
Abbiamo una caduta del 2,1% all’anno negli ultimi 20 anni.
In realtà non è crollato solo il numero degli spermatozoi ma anche la qualità dello sperma intesa come capacità fecondante (mobilità, cellule sane, vischiosità) tutti i ricercatori mettono in relazione con il fumo, lo stess ma soprattutto con l’inquinamento dei cibi dovuto all’agricoltura industriale dal ddt ai defolianti usati nel Vietnam che fanno tanto comodo nelle risaie.
Se crollano gli spermatozoi non nascono più futuri consumatori allora vietiamone la commercializzazione ma non la produzione così possiamo venderlo nel terzo mondo.
Un tale scadimento delle forze presenti nei cibi ci porta paradossalmente a constatare che il progresso della agronomia ha portato ad uno scadimento della nutrizione umana.
Estremamente rilevante nell’alimentazione è la sua funzione di stimolo come venne sottolineato ripetutamente da Rudolf Steiner, l’inauguratore dell’antroposofia, il quale con straordinaria chiarezza aveva compreso già più di settantanni fa non solo la mucca pazza, ma il pericolo insito nell’agricoltura industriale e aveva sviluppato le conoscenze per la nascita e lo sviluppo dell’agricoltura biodinamica.
L’alimento non consiste di una serie di piccoli mattoncini che vanno a sostituire delle parti, lasciamo questa idea ingenua e grottesca alla cultura riduzionista dominante che continua a considerare l’uomo come una macchina un po’ più complicata.
L’alimentazione ha fondamentalmente una funzione di stimolo; infatti oggi è sempre più chiaro che ciò che consente le funzioni del nostro organismo sono le qualità differenziate delle sostanze con cui interagisce.
Il concetto di qualità deve ampliarsi a riconoscere nell’alimento un’azione globale che è dovuta alla sua struttura complessiva.
L’equilibrio delle proprietà nutritive fondamentali dei vari cibi è fondato non solo sulle singole componenti ma anche su un aspetto unitario complessivo.
Per questo nell’agricoltura biodinamica ci si sforza di badare alla vita della pianta nella sua complessa relazione con le forze del terreno, dell’atmosfera e delle forze cosmiche.
Ci si premura di evitare delle unilateralità cercando di rafforzare e attivare il polo terrestre per mezzo di concimazioni con letame preparato e composto e alternando le coltivazioni con colture di leguminose senza che con ciò vengano respinte le azioni cosmiche.
Si attribuisce importanza ai concimi ben maturi evitando una concimazione eccessiva.
Ad esempio per rendere recettive e sensibilizzare le piante al polo cosmico, specie alla luce, viene irrorato sulle foglie verdi un preparato di silicio. Inoltre si usano vari tipo di preparati omeopatici che agiscono come farmaci per il terreno e per la pianta. Ci si giova dei ritmi cosmici, essi possono incrementare le rese e favorire una qualità elevata, attenendosi ad esempio alle posizioni della luna nel corso del suo movimento mensile lungo lo zodiaco.
Il valore nutritivo per l’uomo si trova nella vivente unità organica; nella digestione l’organismo umano si armonizza con essa, essa è decisiva per il valore salutare. Nell’aroma, nel sapore, nel colore e nella consistenza già si esprime qualcosa di essenziale. Abbiamo bisogno di un concetto di qualità tratto da quello della totalità. Da un modo di pensare così orientato sono stati sviluppati dei metodi che reagiscono sensibilmente alle forze del vivente riportandole per così dire in immagini.
Citiamo il metodo della cristallizzazione con il cloruro di rame (cristallizzazione sensibile) la dinamolisi capillare e il metodo delle forme di movimento dell’acqua. Queste ricerche rivolte alla qualità del vivente vengono eseguite in diversi istituti dove con l’aiuto di esperimenti di confronto di coltivazione vengono provati scientificamente i rimedi e i metodi biodinamici e il loro effetto sulla qualità dei prodotti.
Molti medici, come il sottoscritto, ormai non si sentirebbero più così tranquilli nel proporre la dieta vegetariana nei primi anni di vita del bambino, se non avessero la sicurezza che questi primi alimenti dati al neonato provengono da alimenti di qualità biodinamica.
L’errore ETICO fondamentale dell’attuale concezione della salute è di ritenere positivo il risparmio delle forze organiche. Invece va compreso che è solo dispiegando armonicamente le proprie potenzialità che l’organismo può crescere e mantenersi sano.

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